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I nuovi volti del giallo milanese

By a.fognini | Febbraio 29, 2012

di Luca Crovi

Una volta se uno doveva pensare ai gialli o ai noir ambientati a Milano i primi nomi che gli sarebbero venuti in mente sarebbero stati quelli di Augusto De Angelis e Giorgio Scerbanenco con il riferimento specifico al commissario “poeta” De Vincenzi e all’inquieto Duca Lamberti. Poi nel tempo sono arrivati Giuseppe Ciabattini e Secondo Signoroni con storie come quelle dei barboni Tre Soldi e Boero e e del Commissariato Venezia, ma sono arrivate anche le inchieste del Commissario Ambrosio siglate da Renato Olivieri, le strampalate scorribande del Lazzaro Sant’Andrea di Andrea G. Pinketts, le indagini del maresciallo Binda di Piero Colaprico e Pietro Valpreda, ma persino le rocambolesche imprese del Gorilla di Sandrone Dazieri, i complotti affrontati dallo scomodo ispettore Guido Lopez di Giuseppe Genna e le storie di Quarto Oggiaro dell’ispettore Ferraro creato da Gianni Biondillo. Non è di certo mai mancata la geografia letteraria a base di nebbia e delitti agli scrittori che hanno raccontato Milano scoperchiandone l’anima criminale. E se dovessimo farvi oggi i nomi dei più in vista fra i nuovi autori di storie noir meneghine dovremmo sicuramente citarvi Paolo Roversi  di cui Mursia ha appena edito l’antologico “La marcia di Radeschi” che raccoglie quattro racconti (uno di questi “Real Ficton” apparso per la prima volta nel luglio 2008 proprio sulle pagine de “Il Giornale”) e il primo romanzo (“Blue Tango”) dedicati al giornalista Enrico Radeschi, abituato a muoversi su un vespone giallo e abile a mescolare il suo talento investigativo con una mai celata e bukowskiana passione alcolica. Radeschi tiene una rubrica sul “Corriere” e una rubrica on line che si intitola “Milanonera” che ha dato il nome all’omonima free-press e rivista on line alla quale partecipano attivamente da anni lo stesso Roversi ma anche altri noiristi milanesi doc. come Andrea Ferrari (autore di un ciclo di quattro romanzi con l’investigatore privato Andrea Brandelli, tutti editi da Eclissi), Adele Marini (che ha mostrato un’attenzione speciale alle storie di mafia, droga e periferia in “Milano sola andata” e “Naviglio blues”, Frilli Editori) e Francesco Gallone (autore dell’eccentrico “Milano è un’arma”, Eclissi, di cui è imminente l’e-book prequel “Milano, corri o muori”), Riccardo Besola (che mostra un’insana una passione per gli anni Settanta in “Piombo” della Eclissi Edizioni ma anche nella antologia di racconti “Nera la notte”, vincitrice del Premio NarreRai). Sono autori diversissimi fra di loro e che fanno mestieri che sicuramente stimolano il loro incisivo immaginario: c’è chi è giornalista, chi fa il pubblicitario per la Sipra, chi fa l’assistente in un certo ricreazione per anziani, chi vende fiori al mercato. A loro vanno affiancati altri astri nascenti del giallo meneghino come Dario Crapanzano che da settimane è in cima alla classifica dei bestseller nella città della Madunina con il suo “Il delitto di via Tadino”,  e che con “La bella del Chiaravalle” (sempre per Frilli Editori) propone in ravvicinata un’altra avventura del suo commissario Mario Arrigoni sempre ambientata negli Anni Cinquanta. Nel catalogo Cairo ha da poco fatto capolino “Il lato oscuro della luna” di Biagio Goldstein Bolocan dove il commissario Ofelio Guerini si aggira sperduto nella Milano degli anni Settanta, dove il suo spirito di vecchio comunista fa a pugni con la violenza civile dell’epoca. Un periodo burrascoso messo nel centro del mirino anche di “Milano a mano armata” (Foschi Editore) di Romano De Marco, scrittore scoperto e prodotto da Eraldo Baldini che ha ben imparato la lezione cinematografica di registi come Lizzani Di Leo, Lenzi, Damiani, Castellari dando al suo romanzo il ritmo di quei polizieschi pieni di sbirri violenti e spesso corrotti. Anche Sellerio ha saputo pescare bene fra i misteri del naviglio puntando su “La casa di ringhiera” di Francesco Recami e su un legal thriller come “Per legge superiore” di Giorgio Fontana mentre Kowalski Editore ha dato spazio con con “Io ti perdono” e “Ti voglio credere” alla serie dell’ispettore Maria Dolores Vergani creata da Elisabetta Bucciarelli, non a caso già opzionata per una serie televisiva.

Topics: Intervento | 2 Comments »

2 risposte per “I nuovi volti del giallo milanese”

  1. Maia scrive:
    Marzo 11th, 2012 alle 15:37

    Ogni domenica aspettavo le 13, sapevo che avrei sentito un’altra fantastica puntata di Tutti i colori del giallo”.
    Oggi è domenica ma “Tutti i colori del giallo” non è andata in onda :( . Fatela tornare, per favore, manca molto!

  2. Grazia scrive:
    Marzo 2nd, 2012 alle 09:59

    Caro Luca, sono davvero contenta che continui ad aggiornare il blog con interviste ed interventi davvero ghiotti. Manca la tua voce alla radio, almeno questo mezzo consente di non sentirci ‘orfani’
    E non misurare la lettura del blog dai commenti, so ri tantissimi che leggono, ma son troppo timidi per scrivere :)
    Quindi avanti così. Un caro saluto ed un abbraccio a te e ad Alberto

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