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Riuscirà Stephen King a cambiare la storia americana?

By a.fognini | Novembre 7, 2011

di Luca Crovi

“Più di mezzo secolo è trascorso da quando John Kennedy fu assassinato a Dallas, ma restano due interrogativi: fu davvero Lee Harwey Oswald a premere il grilletto, e se sì, agì da solo? Nulla di quanto ho scritto in ‘22/11/63 risponderà a tali domande, perché il viaggio nel tempo è solo un’interessante simulazione”. Come traspare da queste prime righe, con cui Stephen King commenta in postfazione il suo ultimo romanzo “22/11/63” (Sperling & Kupfer), al maestro del brivido americano non è mai piaciuto barare con “i suoi fedeli lettori”. Ha sempre voluto mettere le carte in tavola davanti al suo pubblico per evitare disillusioni e fregature ed è convinto al “99%” che non ci sia stata alcuna cospirazione dietro a quel terribile evento. E proprio per questo, proprio perché secondo lui la Commissione Warren non ha probabilmente sbagliato nelle sue indagini che Stephen King ha scelto volontariamente di scrivere un classico “romanzo americano” piuttosto che non un vero e proprio “romanzo ucronico”. Una storia molto vicina per stile ad autori da lui molto amati come Raymond Carver, John Steinbeck e William Faulkner. La simulazione narrativa del viaggio nel tempo scelta da King è da una parte un omaggio volontario a un grande scrittore di fantascienza come  Jack Finney (e nello specifico al suo classico “Indietro nel tempo”) e dall’altra è un perfetto escamotage per poter ambientare una storia negli anni fra la fine degli anni Cinquanta e la fine degli Anni Sessanta e poter raccontare alcuni speciali incontri con personaggi come Elvis Presley, James Dean e ovviamente John Fitzgerald Kennedy. “22/11/63” riracconta gli eventi che portarono alla tragica morte del presidente americano con gli occhi di un disincantato professore come Jake Epping, insegnante alla Lisbon High School di Lisbon Falls.

Un uomo abbandonato dalla moglie ex alcolista perché ha un “gradiente emotivo  pari a zero”. Jack non ha infatti mai praticamente pianto nella sua vita nemmeno davanti agli eventi più tragici che lo hanno toccato da vicino e questo lo rende per la sua Christy una persona insensibile e priva di sentimenti. Christy non può però sapere che la vita di suo marito è destinata a cambiare emozionalmente in una maniera incredibile. Prima la lettura di un tema siglato dallo sciancato bidello Harry Dunning rende il professor Epping partecipe di un terribile eccidio familiare accaduto anni prima e lo porta a scoppiare in lacrime. Dopodichè, il suo amico Al, malato di tumore, gli svela un’altra sensazionale realtà: il retro  della sua tavola calda nasconde qualcosa di incredibile. Infilandosi infatti nella “buca del coniglio” che si trova sul retro del locale si ha accesso a un’incredibile varco temporale. Chi lo attraversa viene immediatamente catapultato nella Lisbon Falls del 1958 e il suo soggiorno nel passato può durare ore, giorni, settimane o mesi, tanto al suo ritorno, nel presente, saranno passati appena 2 minuti. Scoperto il passaggio, Jake accetterà il progetto che Al vorrebbe da attuare (ma che la malattia gli impedisce di portare a termine): impedire che il 22 novembre del 1963 il presidente Kennedy venga barbaramente ucciso. Il professor Epping assumerà così nel passato l’identità fittizzia di George Amberson e farà di tutto per incontrarsi con Lee Harvey Oswald e impedire il suo folle gesto e cambiare così per sempre la storia degli Stati Uniti.  

“La prima volta che cercai di scrivere questo libro – racconta sempre Stephen King ai suoi lettori – fu nel 1972. Rinunciai, perché la ricerca che il progetto implicava era soverchiante per uno che insegnava a tempo pieno. C’era anche un altro motivo: persino nove anni dopo i fatti, la ferita non era ancora guarita. Sono contento di avere aspettato”. E non possiamo che dargli ragione vista l’alta qualità letteraria di questo libro che per la prima volta nella carriera di King, sceglie di essere un “romanzo non di genere”, un affresco storico scritto con il cuore in mano da un americano che ha vissuto in prima persona l’emozione di quegli anni da lui raccontati. Lo scrittore del Maine si è detto entusiasta che il progetto dell’adattamento cinematografico di “22/11/63” sia stato affidato al regista Jonathan Demme che dovrebbe essere molto rigoroso nella sua ricostruzione storica. L’attore Ben Affleck ha intanto accettato intanto il ruolo di regista dell’adattamento cinematografico de “L’ombra dello scorpione”  mentre Mick Garris ha già ultimato le riprese della miniserie televisiva tratta da “Mucchio d’ossa” che andrà in onda sul canale americano A & E Network ai primi di dicembre. Si intitolerà poi “Dr. Sleep”, il romanzo sequel di “Shining” che Stephen King ha annunciato come uno dei suoi progetti più importanti del 2012 e che riporterà in scena il piccolo Danny Torrance che, una volta cresciuto, aiuta grazie ai suoi poteri mentali  i malati terminali di una casa di riposo a morire senza soffrire e che dovrà vedersela con una terribile banda di vampiri psichici.

 In attesa di questa uscita però i lettori italiani potranno leggersi anche l’indito “Miglio 81”, il primo e-book di Stephen King disponibile in lingua italiana e che ha per protagonista “una macchina insaziabile e un eroe bambino” e si preannuncia come un insolito incrocio fra “Stand By Me” e “Christine, la macchina infernale”. Sperling & Kupfer renderà disponibile “Miglio 81” in formato esclusivamente digitale a partire dal 22/11/11.

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