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Le formule alchemiche del new thriller italiano

By a.fognini | Ottobre 5, 2011

di Luca Crovi

Molti editori si sono arrovellati per anni nel cercarla e negli ultimi tempi qualcuno sembra averla finalmente trovata. E per preservarla la si deve difendere a suon di vetrine prenotate nelle librerie, scaffali dedicati, e cartonati dai titoli roboanti. Si tratta della formula alchemica del new thriller italiano ed è capace come la pietra filosofale di trasformare i libri in oro. Possiamo testimoniarvi che, forse, qualcuno l’ha finalmente scoperta e che le componenti mescolate nell’esperimento pare funzionino davvero in libreria. Abbiamo deciso di battezzarla convenzionalmente come Formula Newton perché ad applicarla sistematicamente negli ultimi mesi sono stati i tipi di Newton Compton. Per riprodurre la magica formula editoriale bisogna anzitutto scegliere un talentuoso nuovo autore italiano appassionato di misteri, poi va convinto a ideare un plot che mescoli realtà storica e fantasia, poi gli va dato il consiglio di rileggere scrittori come Dan Brown, Umberto Eco, Arthuro Perez Reverte, Glen Cooper e magari qualche storia a fumetti di Martin Mystère, dopodiché il giovane talento deve essere rinchiuso davanti al suo computer con una tassativa di consegna. Una volta realizzato il ponderoso thriller ricco di colpi di scena e pieno di rivelazioni storiche, filosofiche, religiose e scientifiche sensazionali, oltre che di biblioteche misteriose e di libri che contengono segreti destinati a sconvolgere il mondo manca un solo elemento fondamentale per il risultato: il prodotto va venduto al prezzo stracciato di 9 euro e 90. E i lettori sembrano gradire la miscela proposta visto che “Il libro segreto di Dante” di Francesco Fioretti è ormai da quattro mesi in classifica e ha venduto più di 150 mila copie mentre “”Il mercante di libri maledetti” di Marcello Simoni ha superato le 60 mila e   “La cattedrale dell’Anticristo” di Fabio Delizzos sembra essere destinato a un debutto altrettanto forte visto che ha per protagonista nientemeno che Friederich Nietzsche nella Torino del 1888 dove la Chiesa di Roma rischia di vedere confutata per sempre la verità teologica della Sacra Sindone. Che la Formula Newton possa funzionare anche senza il prezzo supereconomico l’avevano già dimostrato i risultati ottenuti da Giulio Leoni (già creatore di una fortunatissima Formula Dante) con il suo “La porta di Atlantide” e “La sequenza mirabile” (Mondadori) e da Patrizia Mintz con romanzi dedicati alla “Roma dei misteri” come “Il custode degli arcani” e “Veritas” (Piemme), ma anche quelli ottenuti da Carlo A. Martigli con “L’ultimo custode” (Castelvecchi) capace di illuminare la morte di Pico della Mirandola e persino quelli di Tullio Avoledo e Boosta che con “Un buon posto per morire” (Einaudi) riproducono una vera e propria summa delle teorie complottistiche mondiali dal medioevo ai giorni nostri. Altri autori preferiscono invece applicare la non meno fortunata Formula Deaver-Faletti che seguendo le orme del maestro del brivido americano e di quello astigiano prevede storie ad alto livello di suspense con colpi di scena a raffica e un’ambientazione di sapore internazionale. Il primo ad applicarla scientificamente è stato Donato Carrisi con “Il suggeritore” (Longanesi), superando ampiamente le 200mila copie vendute sia in Italia che in Francia, formula abilmente rielaborata con altrettanto successo nel recente “Il tribunale delle anime”. Ma anche autori come Andrea Novelli e Giampaolo Zarini ne hanno fatto tesoro in uno scientific thriller come “Il paziente zero” (Marsilio) e se ne sono dimostrati abili interpreti anche Luca Di Persio con “Momento Zero” (Piemme), Ugo Barbàra con “Le mani sugli occhi” (Piemme) (dove il modello viene filtrato attraverso la politica finanziaria), Filippo Colizza con “Agente sacrificabile” (Mondadori) (dove sono i servizi segreti e il sistema bellico internazionale a farla da padroni) e persino Alberto Riva con l’eco-idrico “Sete” (Mondadori). Esiste poi un terzo composto che potremmo battezzare come Formula Ellroy-De Cataldo che prevede che i new thriller italiani, seguendo il modello di opere come “American Tabloid” e “Romanzo Criminale”, mostrino indagini strettamente legate all’evoluzione socio-criminale del nostro paese, reinterpretando fatti di cronaca reale ai quali si affianchino eventi di pura fiction estremamente credibili, con un impianto forte sia cronistico che giudiziario. A questa categoria si possono ascrivere sicuramente “Tu sei il male” (Marsilio) di Roberto Costantini (che visti i risultati in classifica è stato battezzato come “lo Stieg Larsson italiano”); “Dove tutto brucia”(Piemme) di Mauro Marcialis, “Chiamami Buio” di Massimo Rainer (Todaro Editore); “Il silenzio degli occhi” (Fazi) di Giovanni Ricciardi; “Lupi di fronte al mare” (Edizioni E/O) di Carlo Mazza (che mostra il lato oscuro della Bari contemporanea in un’inchiesta che mostra i contatti criminali fra finanza, politica e sanità); “Un mattino di ottobre” (Tea) di Gianni Simoni (che mostra la metà oscura della Brescia contemporanea attraverso un inchiesta dell’ex giudice Petri e del Commissario Miceli).  Essiste infine un’ultima formula che potremmo battezzare come la Formula Manfredi perché ispirata ai romanzi storici del celebre storico, archeologo e geografo del mondo antico, formula che ha prodotto nel tempo l’eccellente collana la Storia di Roma per Mondadori nella quale sono brillati i talenti di Franco Forte, Claudia Salvatori, Alessandro De Filippi, Mauro Marcialis, Emma Pomilio.  Supervariegato e più difficile da catalogare l’universo editoriale della fantasy made in Italy in cui le formule sono estremamente varie. Gli appassionati attendono per novembre il debutto della nuova saga di Licia Troisi intitolata “I regni di Nashira” (Mondadori) e stanno esplorando la new fantasy acquatica del ciclo “Ossidea” (Salani) di Tim Bruno, ma anche quella apocalittica de “I sogni dei morti” (Giunti) di Maurizio Temporin, quella urbana di “Quando il diavolo di accarezza” (Salani) di Luca Tarenzi, quella spettrale di “Scarlett – Il bacio del demone” (Mondadori) di Barbara Baraldi e quella metastorica di “Gens Arcana” (Mondadori) di Cecilia Randall.

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