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Nero come il cuore

By a.fognini | Giugno 27, 2011

Angelo Busacchini traspone a fumetti “Nero come il cuore” di Giancarlo De Catlado per le Edizioni Bd e ne viene fuori un’opera noir graffiante ed attualissima.

 Com’è nato il progetto di una graphic novel tratta da “Nero come il cuore!?

Il progetto è nato su proposta dell’editore BD, (Marco Schiavone) che, a suo tempo, pubblicò in Italia la versione a fumetti del lavoro di Massimo Carlotto “Arrivederci Amore Ciao”, per cui “Nero Come il Cuore” segue un po il filo dell’idea di trasporre a fumetti i grandi autori del noir italiano. Al momento è evidente a tutti che non si tratta di un vera e propria collana, visto il diverso formato delle due proposte, ma più di un idea di fondo, un filo rosso appunto, molto interessante e ambizioso di dare “corpo” agli eroi cupi e tormentati che si muovono nelle nostre città.                   

E’ stato facile adattare il testo di De Cataldo?

Non è stato facilissimo perché il racconto non è ricco di azione, anzi, è più centrato sul viaggio che l’avvocato Bruio compie nella zona grigia della meschinità umana. Per cui si è trattato di dare volto a delle emozioni interiori ed è un po più complesso che dare forma all’azione. Per intenderci, è più semplice disegnare una bella scazzottata che uno scontro verbale. Spero di esserci riuscito, ai lettori l’ultima parola.

 Quanto Giancarlo ha contribuito personalmente al volume?

De Cataldo, che ho conosciuto fisicamente solo alla mostra di Torino, si è dimostrato un vero signore, se mi passate il termine, limitandosi a supervisionare la lavorazione attento principalmente a controllare che non si snaturasse il senso della sua storia, rispettando le peculiarità del linguaggio fumetto che ha i suoi ritmi di narrazione, forzature e frenate. A mio parere questo è un gran segno di libertà, di sapere cioè che la propria “creatura” una volta nata può dire cose che noi autori non avevamo previsto. Per molti magari è un’ovvietà ma, credetemi, non è così scontato che avvenga. 

Come hai cercato di caratterizzare il suo avvocato Valentino Bruio?

Visto che il racconto originale era ambientato a Roma alla fine degli anni ottanta pensai che mi ci volesse un viso un tanto latino, un tanto tormentato, non troppo “contemporaneo” e ovviamente interessante.  Forse molti non sanno che spesso un disegnatore cerca il suo modello nel volto di un attore a cui poter fare riferimento nei momenti di dubbio, s’intende senza la pretesa di farne un ritratto fedele; ecco io in quel momento scelsi Alain Delon che a mio parere rispondeva a tutte le esigenze che ho elencato sopra. Nella fase iniziale però ci si è resi conto ( io e Pietro DI Gianpietro che ha curato i testi per la redazione BD) che lo sforzo di ambientare il racconto alla fine degli anni ottanta ( vestiti, automobili tecnologia…..) era quasi del tutto inutile rispetto al senso profondo della storia (anzi) per cui il viso “antico” non era più così necessario, inoltre, a differenza del nostro attore di riferimento, l’avvocato Bruio era quanto meno sovrappeso.A quel punto che fare? Be’, mi son detto, una facci come quella di Delon è buona sempre (che dite?), per cui mi sono limitato ad ingrassarlo quel tanto che fosse ancora interessante per essere l’eroe di un fumetto ma non proprio super-figo. Certo avrei anche potuto rifarmi a Giancarlo Giannini che l’avvocato Bruio lo ha interpretato in un film per la tv nei primi anni novanta… faccia giusta e tutto, ma che rischio.

E il mondo di diseredati e persone di colore che lo circonda come lo hai rappresentato?

Fin dove mi è possibile quando lavoro mi rifaccio al mio vissuto ed essendo io cresciuto nella provincia industriale lombarda conosco bene le atmosfere umide di materassi marci nelle cantine delle case popolari, o i cantieri dismessi dove si andava a giocare, nessun melodramma intendiamoci, ma sono immagini e sensazioni che hai li pronte da usare. Così come, nella stessa provincia dove tuttora vivo, ormai incontrare e conoscere gente di colore e vedere le loro abitudini è cosa del tutto normale.  

Cosa secondo te rende attualissima come noir questa storia?

A renderla attuale è sicuramente lo scontro-confronto di due culture che si sta svolgendo nel nostro tempo, a voler ben vedere più attuale oggi che all’uscita del romanzo ma questo non fa che dar merito a Giancarlo di essere stato profetico nel tratteggiare quella situazione. Certo il romanzo e (ancora di più) il fumetto hanno spazi di narrazione ristretti per cui per cui le situazioni e il contesto sono gioco forza amplificate, anche se non impossibili, per evidenziare i termini del conflitto. Non trascurerei in oltre una lettura più profonda del racconto, dove, al di fuori del contesto immediato, la domanda che aleggia alla fine è : ” ..ma io in quella data situazione e con il potere concessomi dalla ricchezza cosa farei??” A chi vorrà leggere questa storia il racconto pone anche questa domanda. 

Quanto trovi che sia importante trattare esplicitamente un discorso come quello del traffico d’organi?

Credo che sia sempre importante tenere d’occhio il lato buio delle cose e parlarne con franchezza e il traffico d’organi è uno dei molti, disgraziatamente molti, temi che rimangono in ombra. Un racconto come questo può svegliare o, meglio, ri-svegliare l’attenzione su questo tema. Non so dire se il racconto abbia alla base un’”inchiesta” con dati oggettivi, solo l’autore può dirlo, ma anche fosse completamente frutto della fantasia il suo piccolo contributo alla consapevolezza lo può dare comunque. 

Ti piacerebbe realizzare un altro noir sempre con Bruio protagonista?

Decisamente si, Bruio è l’uomo occidentale contemporaneo, figlio illegittimo di ideologie e fedi a cui ancora si riferisce ma di cui non si fida più, pieno di dubbi ma che deve scegliere. Mi pare proprio come quello, tanto per citare, che si svegli al buio e chiede: ” sentinella a che punto è la notte??” Quale personaggio potrebbe essere migliore per raccontare il nostro tempo?

Hai progetti nuovi in arrivo?

Diverse cose, ma nulla ancora di così prossimo da poterne parlare, giusto per scaramanzia ecco. Almeno per quanto riguarda il fumetto.

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