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XIII PREMIO FEDELI – BOLOGNA 13 FEBBRAIO 2010.

By a.fognini | Febbraio 15, 2010

di Andrea Ferrari

Sabato scorso ho avuto l’occasione di seguire in diretta dai laboratori della polizia scientifica di Bologna la consegna del XIII Premio Fedeli per la letteratura poliziesca indetto dal SIULP.

Detto così sembra poco, ma per svariate ragioni che vi elencherò capirete che ne è valsa davvero la pena.

L’anfitrione d’eccezione era il grandissimo Luca Crovi che ci ha coinvolto come di suo solito in un’avventura indimenticabile.

Il premio per dovere di cronaca è stato vinto da Elisabetta Bucciarelli che se lo merita tutto e che appenderà nel suo studio il bellissimo piatto cotto in una delle più prestigiosi fornaci di Puglia.

La giornata parte presto, mi alzo alle sei e recupero un passaggio da mio padre per raggiungere la Centrale.

Ore sette e un quarto prendo al volo il Freccia Rossa con il mio compagno di merende Gallone e la sua ragazza Giulia (i biscotti più buoni del west).

La velocità sul treno è altissima, così come la tariffa, ma questa non è la sede opportuna per fare polemica.

Siparietto di costume: a metà viaggio ci imbattiamo in Paolo Grugni diretto a Roma per partecipare alla diretta del TG La7 con il suo Italian Sharia.

Due chiacchiere, un in bocca al lupo e si riparte.

Ore otto e venti, scendiamo a Bologna che ci accoglie con una luce sfacciata dai mille riflessi. La stazione e il suo orologio fermo ci colpiscono come un viaggio indietro nel tempo, ma dobbiamo andare e ci lasciamo la lezione di storia alle spalle. Portici, muri rossi e carnevale. Bologna si presenta bellissima e particolare come suo solito, ancora un po’ sonnacchiosa e con dei resti di una precedente nevicata non ancora ingrigiti.

Un caffè e via. Raggiungiamo in orario svizzero via del Volto Santo e ci imbattiamo nella prima sorpresa. La Scientifica non ha sede in un super laboratorio a dieci piani tutto di vetro come nei film americani, ma in un ex convento dei padri lateranensi con tanto di chiostro e le immancabili mura di mattoni rossi a vista. Il viaggio nel passato iniziato poco prima prosegue e si respira un’aria a tutta prima poco poliziesca.

Con Luca Crovi e il resto della banda di ascoltatori e addetti ai lavori  prendiamo possesso del teatro sotto i laboratori in cui si terranno il premio e la diretta di Tutti i Colori del Giallo.

Soffitto a cassettoni con intarsi d’oro e una piccola sagrestia al sapore di prima comunione. Emozionante.

Il tempo di organizzare l’ambaradan e iniziamo la visita guidata ai laboratori della scientifica, vero pezzo forte della giornata.

Avete presente i super ambienti della serie televisiva CSI? Bene dimenticateveli e dimenticatevi anche i super belli vestiti glamour e con le scarpe di Prada.

Si entra in un ambiente popolato da scienziati dove nulla è lasciato al caso e dove tutto è ottimizzato in termini di spazio e di resa. Primo step Dattiloscopia (impronte digitali), impressionante il numero di cartellini in archivio e ancora più impressionante ahi noi il numero di domande che due zelanti visitatori si ostinano a porre con insistente saccenza.

Ci accompagneranno per tutta la visita e ce ne facciamo una ragione. Una piccola nota di colore per gli appassionati l’AFIS esiste!

Secondo step il Kit e la rilevazione delle prove. Ci si presenta davanti un poliziotto vestito nelle arcinote tute bianche e ci illustra in modo chiaro e conciso quali sono i movimenti e i comportamenti da tenere su una scena del crimine. Il protocollo a prima vista sembra complesso e pieno di insidie, si capisce subito che gli errori non sono ammessi e che soprattutto non devono esserci distrazioni.

Il Kit è stupefacente, come le sostanze che aiuta a rilevare. Una moltitudine di oggetti e gadget dai colori sfavillanti. Una specie di Mille e una notte del rilevamento.

Step tre. Rilevamento tracce mediante diverse frequenze della luce. Un altro “collega” qui si chiamano tutti così ci mostra delle lampade speciali per la rilevazione di tracce invisibili ad occhio nudo. E scopriamo che il pavimento non è lindo come sembra.

Chissà se quelli dell’impresa di pulizie si beccheranno un cazziatone dopo la visita.

La prima riflessione che metto insieme è che ogni  mio movimento lascia un’impronta e una traccia, quindi levo la mano dal tavolo su cui l’ho appoggiata e pulisco la superficie con non chalance usando il mio cappello di lana. E le cellule epiteliali?. Sicuramente ne semino a profusione, ma pazienza.

Step quattro. La Balistica. Non ci capisco molto, ma i marchingegni per le striature e cose simili mi sembrano molto interessanti e altrettanto complessi. I “colleghi” qua dentro devono farsi un culo come una capanna.

Step cinque. La video sorveglianza e il video riconoscimento. Ultima tappa del nostro giro sono le stanze in cui si analizzano le immagini delle telecamere di sicurezza per individuare i cattivi ripresi a sgraffignare in banca o cose simili. La seconda riflessione che formulo è che noi che non siamo “colleghi” ci lamentiamo perché le telecamere che ci riprendono in città sono troppe, mentre qui ci si lamenta perché sono troppo poche e messe alla cazzo di cane e il lavoro risulta intricatissimo.

Il tempo scade per via delle esigenze del premio letterario e ci dirigiamo di buon passo nel cortile della scientifica che nel frattempo si è gremito di alti ufficiali e personalità di rilievo della Polizia di Stato. Ci accomodiamo in teatro e dopo i saluti di rito hanno inizio gli interventi e le presentazioni dei tre finalisti, Elisabetta Bucciarelli con Io ti perdono Kowalski come detto,  Alessandro Maurizi con il romanzo L’ultima indagine (Il filo) e
Andrea Ribezzi con il romanzo Sette fine — La prima indagine dell’ispettore Ravera.

Gli ospiti sono tanti e importanti come detto e si alternano al microfono personaggi come il questore di Bologna, il questore di Venezia il segretario nazionale del Siulp e rilevanti dirigenti della scientifica. Particolarità interessante, i due scrittori uomini sono anche poliziotti e raccontano dall’interno ciò che noi esterni all’amministrazione non sappiamo di Madama.

La cosa interessante è che non si parla solo di crimine e prevenzione, ma si discetta con cognizione di causa e piglio di letteratura e perfino di Proust. Interessante e stupefacente al tempo stesso per chi come me ha qualche pregiudizio sugli appartenenti all’amministrazione.
Alla fine del dibattito il premio viene consegnato ad Elisabetta Bucciarelli con Io ti perdono (Kowalski) e nell’attesa della diretta di Tutti i colori del giallo, ci accomodiamo in una sala laterale per un luculliano rinfresco offerto dal SIULP e gentilmente servitoci da alcuni poliziotti che smessa la divisa indossano un grembiule e affettano una quantità incommensurabile di Mortadella deliziosa e di prosciutto crudo da leccarsi i baffi. Per chi non gradisce l’insaccato ci sono scaglie di grana grosse quanto una mano e del freschissimo pane bolognese.

Chapeu.

Dopo esserci rifocillati c’è spazio per la puntata di Tutti i colori del giallo, condotta con la solita verve da Luca Crovi e il pomeriggio si avvia alla conclusione.

Verso le tre e mezza riacchiappo il Freccia Rossa caro quasi come una Ferrari, fatte le debite proporzioni, e ritorno a Milano in compagnia della vincitrice e di Luca.

Gallone e Giulia li lascio a fare i fidanzatini a Bologna che nel frattempo ha messo l’abito da pomeriggio invernale e lascia davvero stupefatti.

Ora è d’uopo il pensierino finale, fatto da uno come me che non ha mai avuto a che fare, fortunatamente con Madama.

   

 

Mi porto a casa l’idea che anche i poliziotti sono uomini come noi, di donne ne ho viste poche. Scontato forse, ma essenziale per capire altre cose. Comprendo che all’interno dell’amministrazione c’è un forte dibattito su cosa voglia dire oggi essere un poliziotto e su come lo si debba fare per le strade tutti i giorni. Capisco che come dice Coliandro è un mestiere di merda, ma ci vuole qualcuno che lo scelga. E mi riprometto di non chiamarli più sbirri

 

 

 

 

 

 

Topics: contributo ascoltatori | 1 Comment »

Una risposta per “XIII PREMIO FEDELI – BOLOGNA 13 FEBBRAIO 2010.”

  1. elisabetta bucciarelli scrive:
    Febbraio 15th, 2010 alle 20:09

    Mentre sto cercando di fare il mio report (devo ancora smaltire l’emozione…), ho la necessità di fare un applauso vero ai mitici tecnici della Rai!!! Grandi, davvero grandissimi!!! Tutti, tutti. E i miei complimenti per questo blog (W Fognini ;) , preziosa e unica documentazione del XIIII Premio Franco Fedeli e di tanti momenti unici :)
    un abbraccio e grazie davvero
    Elisabetta

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