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Sarasso live @ Tutti i colori del giallo 07.06.09
By a.fognini | Giugno 9, 2009
In Servizio pure la domenica
Che poi io mica lo so perché prendo appunti. Che, voglio dire, anche se l’età c’è tutta, per carità, io la memoria la tengo ancora in sesto…
In ogni modo, di quando in quando, mi è pigliata questa mattana di mettere nero su bianco. Che per uno che fa il mestiere mio è come si dice tirarsi la zappa sopra i piedi. Che metà del mestiere è ricordare, e l’altra metà dimenticarselo subito…
In ogni modo, le ciance mettiamole al bando e andiamo al nocciòlo della questione. Io Gennaro faccio di nome. Cioè, Gennaro è il nome che uso per lavoro. Quello vero non c’è più. Alle volte nemmeno io me lo ricordo… è tanti anni che l’ho mandato in cassaforte. Chiaro, col nome tuo mica lo puoi fare il mestiere.
Il capo, bravo quello, quasi novant’anni tiene e sta ancora là a dare ordini dal mattino alla sera, a sbirciare questo e quello… insomma, il capo non è più un caruso ma il mestiere continua a farlo lo stesso. E bene.
E l’altro giorno mi chiama nel suo ufficio e mi dice: “Gennaro, c’è un lavoro cucito su misura per te…”
E quando il capo parla in questa maniera qua, quando dice “Gennaro” per esteso, stai sicuro che ci sta da sgobbare.
Com’è come non è, mi dice che domenica 7 me ne devo andare in RAI, a sentire la Radio RAI numero 2.
“Di domenica, capo?”, ci dico io di botto; e quello mi squadra con quell’occhi che pure se tiene novant’anni e forse di più, sempre scantare ti fanno.
Dunque zitto e mosca, mi preparo tutt’e cose e pure se è domenica mattina me ne vado in corso Sempione numero 27.
Entro senza problemi col pass di servizio (noialtri, di Servizi, ce ne intendiamo parecchio) dall’ingresso principale. Me ne salgo al quinto, infilo giacca e cravatta e con la chiave numero 6 spalanco l’ufficio nello stesso corridoio della regia numero 4.
Ora, noialtri teniamo sempre un, come si dice… un pied a ter (si scriverà così?) dove conta.
E vuoi che non ne teniamo uno alla RAI di corso Sempione? Fai conto che quell’ufficio è attivo dal… mah, non me lo ricordo di preciso, ma sarà stato il ’62-’63… so che il capo in persona ci faceva cose là dentro…
In ogni modo, mi piazzo alla scrivania, apro i microfoni direzionali e mi metto in ascolto. Di tanto in tanto esco fuori, sbircio e se mi scappa scatto pure un paio di fotografie.
Il primo che arriva è quello là, quel Luca Crovi che s’è inventato ‘sta trasmissione: TUTTO GIALLO.
No, no, che dico? GIALLO È TUTTO UN COLORE? GIALLO COLORA TUTTO…
TUTTI I COLORI DEL GIALLO, ecchemminchia!
Ecco, prima o poi me lo devo imparare anche io ‘stu cazz’e computér… che quando non sacciu una cosa me la ripasso nell’internét e pace amen…
Che dicevo? Ah, sì, Luca Crovi. A me mi pare uno a posto… simpatico pure…
Guarda che io il mestiere lo faccio da anni. Raramente mi sbaglio con le facce e questo Luca qua è un bravo figlio. Vabbè, la trasmissione dicevo: Luca, da qualche anno, invita tutti gli scrittori del genere nuar. Ma tutti proprio! Lucarelli, De Cataldo… coso là, come si chiama? Giorgio Faletti del Drive In…
Tutti ti dico. Che a me mi piace pure il nuar, che di quando in quando me lo leggo pure io un bel libro nuar.
Che mi rilasso, ci stanno i morti ammazzati, le storie di uomini veri… ‘nsomma mi acchiappa, mi ci appassiono.
Embè, a ’sto giro chi ti va a chiamare Crovi? Giancarlo Nerozzi e Simone Sarasso.
Sient’a mme, te lo dissi che ci capisco, o no? Ora, lascia che te lo dico, Nerozzi è uno bravo. Ha scritto IL CERCHIO MUTO con le stragi del sabato sera, là… e RESURREC… ROSARRECTO… emminchia: RE-SUR-RECTUM! Con gli alieni, i cristiani, i nazisti tedeschi, tutt’e cose… ah, e ‘sto Gianfranco qua mi ha fatto pure i libri per i carusi…
Come si dice: un autore completo. E che è completo si vede subito per come si presenta: mica è solo, nossignore. Appresso si porta un pianista (Sergio, dita fine sulla tastiera) e una femmina di cantante che lasciami perdere proprio. Un rossa tutto pepe da perdere la testa, con una voce da resuscitare i morti.
Ora, io di anni ne tengo quasi settanta e l’impianto non è che mi funziona come vent’anni fa, ma per una così, guagliò… lo vedi come mi rimetto in forma!
La fimmina Irene si chiama, ho controllato nel dossier. Ma qua tutti la chiamano AIRIN…
Americana è: IRENE ROBBINS. Chi te muort!
Dicevo: Nerozzi, che è uno serio, legge mentre Irene canta e Sergio suona. Un trittico di signori.
E poi ci sta quest’altro. Questo Simone Sarasso qua, che a sentire il capo è proprio il motivo per cui mi trovo in RAI. E di domenica per giunta.
Perché questo caruso qua, questo ragazzino che non tiene trent’anni, che si presenta bello bello con la t-sciert americana indosso manco fosse a Marlo Brando redivivo, avrebbe scritto “i libri rivelazione sui Misteri d’Italia”. Che vi ridete? Così scrivono i giornali…
See, la rivelazione…
Macché misteri e misteri! In Italia non ci stanno misteri. Ci stanno solo persone che non vogliono capire… e persone che non vogliono farsi i fatti propri. Altro che misteri… con tutto quello che ci sta da pensare in Italia.
Comunque, ‘stu Sarasso ccà, ha già scritto due polpettoni: per questioni di Servizio il primo l’ho letto due anni fa. CONFINE DI STATO si chiamava…. bella l’idea, però fantasia poca. Era talmente all’acqua di rose che il capo non l’ha nemmeno sfogliato. E meno male, che a voler essere un poco malpensanti, una certa somiglianza tra quel Colonnello e uno dei nostri che di nome faceva Valerio ci stava pure… ma che c’andiamo a emozionare per un romanzo, mo’? Con tutto quello che ci sta da pensare…
E adesso è uscito ‘sto SETTANTA. Dietro, sulla copertina, ci sta pure scritto: L’ITALIA NON E’ MAI STATA INNOCENTE. Ma che ne sai te, che all’epoca degli anni Settanta tenevi due anni, dico io?
Vabbuò, la puntata parte, Crovi se la chiacchiera con gli autori e io non mi perdo una battuta. Specie quando quella femmina rosso fuoco attacca a cantare e fa vibrare persino le costole della cassa toracica a tutti quanti i presenti…
E parla questo Sarasso. Eccome se parla. E io a un certo punto pure mi scanto quando nomina un certo esercito clandestino finanziato con piccioli americani… e allora mi acchiappo ‘sto libro dalla borsa e me lo sfoglio. Per sommi capi, si capisce, che minchia sono 700 e fischia pagine. E più leggo, più mi tranquillizzo. Ma sì, bell’e papà, racconta pure le tue storielle, qua…
I misteri d’Italia: bravo Sarasso!
Quando arrivo alla parte sul sequestro Moro mi tocca fermarmi un secondo. Mi viene persino da sorridere: lo vedi alle volte, a raccontare minghiunate… quasi quasi ci si azzecca.
La trasmissione finisce liscia com’era cominciata. È pure passato quel galantuomo di Sergio Altieri a salutare. Quello sì che è un signore d’altri tempi.
In ogni modo, non c’è proprio nenti da preoccuparsi. Il capo, con le sue fisse…
Il capo è proprio un anziano signore. Forse dovrebbe andare in pensione. Godersi quei pochi anni che ci rimangono. Invece di scassare la minchia a destra e a manca e mandare i poveri cristi come il sottoscritto, che in pensione ci starebbero già da un pezzo, a fare gli straordinari la domenica mattina.
Ce l’ho ripetuto un milione di volte; persino adesso che c’ho più confidenza rispetto a tanti anni fa: “Dottor Sterling, l’Italia è al sicuro. Nessuno saprà mai nenti, dovete stare tranquillo…”
Ma quello è una capatosta che levati: “Gennà…”, mi dice con quell’occhi che mettono paura “…il nostro dovere è preoccuparci che niente sia fuori posto. E lo faremo finché avremo un grammo di fiato in corpo… intesi, Gennà?”
E io che devo rispondere? “Agli ordini, signore”, ci dico.
E, pure se è domenica, me ne torno in Servizio.
Simone Sarasso
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